in medicina

La resistenza antibiotica

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Piccole ferite, nell’epoca precedente alla scoperta degli antibiotici, potevano portare a gravi infezioni sino ad arrivare purtroppo ad amputazioni e morte.

Alla fine dell’800 un Italiano Vincenzo Tiberio scoprì la proprietà batteriostatica di alcune muffe, precorrendo di oltre 30 anni la scoperta piu famosa della penicillina di Alexander Fleming. Fu poi grazie a  Florey e Chain che questo primo antibiotico venne prodotto in quantità sufficienti valendo il premio Nobel a loro ed  a Fleming stesso.

Vincenzo Tiberio

Vincenzo Tiberio

La prima sperimentazione clinica delle penicillina avvenne nel 1941 e, giusto in tempo per lenire alcuni degli orrori della II guerra, mondiale salvò milioni di persone che invece in eguale numero morirono di infezioni, tra cui il tifo nella guerra mondiale precedente.

I Guerra Mondiale - Le trincee

I Guerra Mondiale – Le trincee

Purtroppo gia poco dopo emersero dei batteri resistenti alla penicillina e da allora sempre piu si diffusero ceppi di batteri resistenti a molti o addirittura tutti gli antibiotici e piu in generale si parla di resistenza microbica per comprendere anche virus, funghi e protozoi e della loro resistenza ai farmaci utilizzati per debellarli.

Il miracolo della penicillina

Il miracolo della penicillina

Nell’ Aprile del 2015 la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO per gli anglofoni) ha pubblicato un “fact sheet” che descrive bene molte delle questioni sollevate da questa crescente resistenza.

Alcuni dei problemi principali sono:

  • Resistenza del virus HIV, responsabile dell’AIDS, ad antivirali sinora efficaci
  • Ceppi di tubercolosi resistenti a molti farmaci (MDR-TB o XDR-TB) sopratutto in Asia
  • Diffusione di malaria resistente all’artemisina che era sino a poco tempo fa l’ultimo farmaco efficace (il primo farmaco antimalarico il chinino non è piu efficace in quasi nessun caso)
  • Molti batteri responsabili di infezioni comuni quali cistiti, polmoniti ed infezioni della pelle, stanno diventando sempre piu resistenti. Gli stafilococchi aurei MRSA che resistono alla maggior parte degli antibiotici stanno diventando sempre piu comuni nelle infezioni ospedaliere
  • La gonorrea (volgarmente detta scolo), malattia a trasmissione sessuale, in oltre 10 paesi sta diventando insensibile anche agli ultimi antibiotici che funzionavano (cefalosporine di terza generazione) e presto potrebbe diventare incurabile in quanto non sono in sviluppo ne nuovi antibiotici ne vaccini.
Mappa del 2011 della Tubercolosi super resistente (XDR)

Mappa del 2011 della Tubercolosi super resistente (XDR)

Il CDC, l’ente nord-americano di sorveglianza delle malattie, ha pubblicato un rapporto che delinea le 18 malattie infettive piu critiche negli USA, e mette a livello piu urgente di emergenza le infezioni da:

  • Clostridium Difficile, che provoca negli USA circa 14.000 morti all’anno
  • Enterobatteri resistenti al Carbapenem, con 900 morti l’anno
  • Neisseria Gonorreae, resistente a tutto, con  circa 250.000 infezioni l’anno

Le cause di questa situazione preoccupante è strettamente legata ai meccanismi dell’evoluzione ed in particolare alla selezione dei ceppi resistenti a fronte dell’uso di queste “armi”.

Il motivo per cui questa evoluzione è cosi’ veloce è legata alla rapidità con cui i microbi si replicano (e quindi l’insorgenza di numerose mutazioni) ed alcuni meccanismi genetici di trasferimento (plasmidi) “accelerato” orizzontale dei fattori di resistenza.

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Da articolo BBC: http://www.bbc.com/news/health-34857015

Anche fenomeni quali il riscaldamento globale, con l’espansione dei vettori, ed il commercio ed il turismo globale ed i flussi migratori possono accelerare la diffusione di malattie.

Da Nature: http://www.nature.com/news/antibiotic-resistance-the-last-resort-1.13426

Da Nature: http://www.nature.com/news/antibiotic-resistance-the-last-resort-1.13426

Questo problema è anche aggravato dal costo e dal tempo che le case farmaceutiche devono investire per identificare, certificare e commercializzare nuovi antibiotici, un processo che non è redditizio al pari di altre categorie di farmaci in quanto dopo aver speso molte risorse il nuovo antibiotico piu o meno in fretta diventerà inefficace.

Purtroppo anche diversi comportamenti umani contribuiscono al problema, attraverso un uso spesso assolutamente indiscriminato di farmaci. Un caso esemplare è l’uso di antibiotici per malattie banali quali raffreddori, otiti, bronchiti che nella maggioranza di casi sono di origine virale e l’ignoranza circa il fatto che gli antibiotici non sono attivi contro i virus. 

Anche alcuni medici, o per praticare la “medicina difensiva” oppure per non “scontentare” i pazienti alla fine cedono alle ansie e prescrivono antibiotici che:

  1. non sono utili a curare la malattia virale
  2. sono dannosi (per esempio distruggendo molta della normale flora batterica intestinale).

L’articolo del Guardian riporta addirittura che in un 30% dei casi gli antibiotici prescritti dai medici non sono opportuni.

Un’altro fattore importante è l’utilizzo di antibiotici utilizzati nelle pratiche intensive di allevamento in zootecnia, con l’uso degli stessi per prevenire e limitare le infezioni spesso dovute a condizioni di allevamento innaturali ed all’aumento di redditività conseguente.

Peccato che attraverso queste pratiche ed il relativo spandimento di antibiotici nel suolo, nell’aria e nelle falde acquifere, si moltiplichino le occasioni di selezione di ceppi resistenti.

Se gli antibiotici falliranno nei prossimi decenni le ripercussioni saranno molto gravi. Pensate ad esempio alle terapie anti-tumorali che causano immunodeficienza e di come senza antibiotici sarà impossibile salvare la vita a molti di questi pazienti a causa delle infezioni opportunistiche che li affliggono.

Come si può affrontare questa grave situazione ?

Alcune delle cose da fare sin da subito:

  • Educare pazienti e medici all’uso corretto degli antimicrobici
  • Controllare l’uso indiscriminato di antibiotici nella zootecnia e la dispersione degli stessi nell’ambiente
  • Sviluppare test sempre piu sensibili, veloci ed accurati per determinare la natura delle malattie infettive (e se sono virus evitare gli antibiotici)
  • Finanziare la ricerca pubblica di strade alternative (nuove molecole, terapia fagica etc.) e semplificare l’immissione sul mercato dei nuovi farmaci.
  • Educare le persone all’uso delle vaccinazioni e delle altre forme di prevenzione delle infezioni (misure igieniche, comportamentali etc.)

Su quest’ultimo punto, le cose piu semplici rimangono sempre valide. Ad esempio è importante lavarsi spesso le mani, specialmente rientrando a casa. Usare sapone liquido  (le saponette possono albergare cariche batteriche importanti) ed acqua tiepida e sfregarle sotto un getto d’acqua per il tempo che serve a cantarsi due volte “Tanti auguri a me!” (come si vede fare nel geniale film di Woody Allen “Whatever works” dal protagonista ossessivo compulsivo).

Alcuni articoli addizionali:

https://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_agli_antibiotici

http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs194/en/

http://www.nature.com/news/antibiotic-resistance-the-last-resort-1.13426

http://atlas.ecdc.europa.eu/public/index.aspx?Instance=GeneralAtlas (Italia sembra mancare)

The End of the Antibiotic Era: What You Need to Know About Bacterial Resistance

http://www.arcmedres.com/article/S0188-4409(05)00273-0/fulltext?mobileUi=0

 

 

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    • Grazie mille! Lei ha appena vinto l’ambito premio (morale) per il primo commento su questo blog! 😉